Maurizio Rasero neo sindaco di Asti ci parla dei suoi sogni delle emozioni che l’hanno spinto a diventare il primo cittadino di questo importante Comune. Fondamentale, come si legge nell’intervista, è stato il supporto della Comunicazione Umana Interattiva, disciplina che Rasero conosce bene grazie anche alla partecipazione ad un nostro corso residenziale a Chianciano. Ecco la sua intervista:

UPE: Cosa l’ha portata a voler diventare Sindaco di Asti e cosa rappresenta per Lei aver raggiunto questo obiettivo?

Rasero: Mentre gli altri bambini sognavano di fare un giorno il calciatore o l’astronauta, io ero già incuriosito dalla figura del Sindaco della mia città e ho manifestato ai miei genitori e agli amici l’inconsueta aspirazione a diventare un giorno il Primo cittadino di Asti.
Mi sono avvicinato alla politica quasi per caso, dopo aver iniziato ad impegnarmi socialmente nel dopo alluvione e pian piano, eletto consigliere prima e nominato assessore poi, con le mie prime esperienze nella vita amministrativa la passione ha riacceso questo antico fuoco e quando molti amici e concittadini mi hanno chiesto di candidarmi a Sindaco, ho accettato con entusiasmo ma anche con la forte consapevolezza della difficoltà  di un compito come questo, in un periodo come quello che stiamo vivendo. Diventare Sindaco di Asti è stato il coronamento di un sogno e un traguardo importante raggiunto con serietà e dedizione totale, anche perché siamo riusciti a raccogliere il consenso di molti concittadini sconfiggendo le sirene ammalianti dell’antipolitica.

UPE: Il 17 settembre c’è stato il Palio di Asti. Che emozione ha provato ad aprirlo per la prima volta?

Rasero: Io sono nel mondo del Palio sin da bambino, per tradizione familiare e per accesa passione e non ho mai nascosto la mia fede “tanarina” (Tanaro è infatti il mio rione). Il mondo del Palio ha dimostrato di conoscere ed apprezzare sin da subito il mio sincero impegno per migliorare la manifestazione e credo che tutto il catino di piazza Alfieri abbia potuto sentire dal tono della mia voce con quanta commozione io abbia pronunciato domenica pomeriggio le parole della formula di rito che davano inizio alla corsa.

UPE: Tra tutti i progetti che intende sviluppare durante il suo mandato, qual è il suo obiettivo più grande, quello che Le porterebbe più soddisfazione a livello personale e umano?

Rasero: Mi piacerebbe essere ricordato come il Sindaco che ha saputo ridare vita e fruibilità ai tanti contenitori vuoti che abbiamo nella nostra città, trasformando magari strutture come l’ex Maternità e l’ex Ospedale, che versano da tempo in stato di pericoloso abbandono, in campus universitari, in scuole o in luoghi di incontro culturale e di socializzazione.

UPE: Che attitudini e caratteristiche sono fondamentali per svolgere con successo il ruolo di Sindaco?

Rasero: Io sto facendo il sindaco 24 ore al giorno, sette giorni su sette e quindi la mia risposta non può che essere: dedizione e impegno assoluti. Un buon primo cittadino, secondo me, deve saper ascoltare tutti, dai membri della sua squadra al cittadino incontrato per strada o al bar, ma deve essere capace anche di prendere decisioni da solo, con alto senso di responsabilità e ponderatezza, anche a costo di scelte impopolari.

UPE: Quanto è stata importante la comunicazione durante la campagna elettorale e quanto lo è adesso?

Rasero: Fondamentale la comunicazione diretta e interpersonale: ho stretto in quei mesi migliaia di mani e ho ascoltato con la stessa attenzione centinaia di proposte, consigli o anche semplici lamentele da parte dei miei concittadini. Non mi sono fatto mai imporre l’agenda da altri e non ho dato un’eccessiva importanza ai social, infarciti degli sproloqui, rivelatosi poi poco produttivi, degli “haters” di professione. Ho scelto una comunicazione in sintonia con il mio essere, chiara ed essenziale, ma credo sempre intellettualmente onesta. Considero inoltre importante migliorare la comunicazione del Comune di Asti, soprattutto per quanto riguarda le sue potenzialità turistiche e la promozione degli eventi principali del territorio, e intendo affiancare all’amministrazione un ufficio stampa professionalmente qualificato.

UPE: Asti è anche la sede della nostra Università Popolare per L’Evoluzione Umana. Lei conosce il suo fondatore William Giangiordano e la Comunicazione Umana interattiva (CUI). Cosa ne pensa della CUI e del fatto che Asti ospiti questa Università che fa formazione in tutta Italia (tra l’altro Lei ha partecipato a uno dei nostri residenziali a Chianciano…)?

Rasero: Apprezzo molto il metodo innovativo e molto pragmatico con cui i professori Giangiordano e Ragusa contribuiscono a diffondere questo nuova materia. Credo che la Comunicazione Umana Interattiva sia una delle discipline fondamentali su cui fondare gli scambi relazionali sia negli ambiti lavorativi che nei settori della comunicazione pubblica e politica in particolare.

UPE: Sogni e obiettivi umani per il futuro.

Rasero: Un solo obiettivo ora: essere un buon Sindaco in un momento cruciale per la mia città. Un solo sogno su tutti: di vedere presto apprezzato dai miei concittadini l’impegno e la serietà con cui sto affrontando questo duro ma entusiasmante compito.

 

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