Sei troppo impegnato?

Sei troppo impegnato?

Un contributo di Alessio Fino

Cari ultra-carichi di impegni,

se come me venite sempre associati al classico nevrastenico che non riesce a stare un secondo fermo, vi invito a fare un tuffo in questo aspetto della mia vita.

Più che nevrastenico, io penso di arrivare un po’ spesso allo sfinimento quando corro per inseguire le mie passioni.

Per prima cosa mi sento di dire che è assolutamente fondamentale farsi guidare dalla passione, in ogni nostra azione, soprattutto se parliamo di lavoro. Se stiamo rincorrendo un obiettivo con gli occhi a cuoricino possiamo lavorare incredibilmente meglio.

Tuttavia, anche se abbiamo una passione a darci il pieno di energia, lo stress ci può assalire comunque. È un bel problema… abbiamo la volontà di andare avanti ma c’è un ostacolo decisamente aspro.

I livelli più alti di stress non vengono raggiunti per via di quantità eccessive di lavoro. Sorprendentemente la forma più forte di stress si manifesta quando abbiamo troppi pensieri per il futuro. Immaginate di dover gestire tante cose contemporaneamente. Ci si dedica a una, ma mentre lo facciamo sappiamo che a catena dovremmo dedicarci a tutte le altre.

Il pensiero, che continua a ricordarci pedantemente tutte le riunioni, i progetti da presentare e le faccende domestiche da sbrigare, è buono per mantenere la nostra agenda mentale ma terribile per la nostra tranquillità: farsi divorare dallo stress è questione di un attimo.

Un potente antidoto per lo stress è ricordarsi che ogni secondo possiamo scegliere se vivere il momento o tenere la mente orientata al futuro.

Basterebbe scrivere un bigliettino o registrare una nota vocale con tutto quello che in quel momento ci turba, ci preoccupa o ci tiene la testa nel futuro. Dopodiché chiudere il foglio e dimenticarsi di qualunque cosa, eccetto ciò che si vuole fare in quel preciso istante.

Che vogliate uscire a fare una passeggiata, mettervi a guardare il tramonto dal balcone, o chiudere le finestre, accendere lo stereo e cantare a squarciagola, fatelo.

Vivete il momento per qualche minuto, chiamate qualcuno se vi piacerebbe parlargli, magari è immerso nello stress quanto voi e parlandogli del più e del meno lo libererete da questa pesantezza, liberando anche voi stessi.

L’antidoto per lo stress più vicino a noi è il presente, una cosa che tutti vedono ma nessuno nota, salvo per brevi momenti.

Ognuno di noi vive situazioni in cui riesce nell’impresa di vedere il presente e viverlo. A me succede quando mi sento libero di cantare perché so che nessuno mi sente, con le preoccupazioni che si dissolvono, diventando più lontane, dove le posso osservare meglio e accorgermi che in fondo sono molto più piccole di quanto potessi pensare.

La cosa più importante è che si può fare in qualunque momento, in ogni istante abbiamo la possibilità di voltare pagina e trovarci davanti a un foglio di bianco, vuoto, candido.

In seguito ci sarà il tempo di tornare indietro, riaprire il foglietto o riascoltare il messaggio che ci siamo lasciati prima e, forti di una mente un po’ più leggera, anche i problemi complicati sembreranno pregarci di risolverli.

Alessio Fino

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