Perchè meditare- La meditazione Vipassana meditazione

La meditazione Vipassana

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Un articolo di Stefano Scaccianoce, Comitato Scientifico Upe

Seguitiamo a parlare di meditazione e più precisamente di una modalità detta Vipassana.

Questa meditazione riguarda il momento presente e prevede il rimanere nel “qui e ora” il più a lungo possibile. Consiste nell’osservazione contemporanea del corpo e della mente aumentando la capacità di concentrazione.

La traduzione della parola “Vipassana” è “vedere attraverso”, percepire cioè le singole parti che compongono la realtà così come essa è e non come la interpretiamo.

Con “vedere attraverso” s’intende un processo che ci dovrebbe coinvolgere per tutto l’arco della giornata e non limitato solo al momento in cui viene praticata la meditazione.

In altre parole occorre avere la consapevolezza di quello che si fa in ogni momento, cercando di apprendere tutte le sensazioni corporee che scaturiscono dalla nostra attività mentale.

Questo atteggiamento è fondamentale per capire quando siamo in preda a delle emozioni negative che generano cariche energetiche le quali modificano il nostro corpo.

Queste emozioni possono essere paura, rabbia o momenti di disperazione o di sorpresa (molte sono le emozioni negative sia primarie che secondarie).

Quando ci lasciamo andare a queste emozioni, il corpo si modifica immediatamente: il primo segno fisico è il cambiamento del respiro e questo è un chiaro indice che qualcosa cambia.

Essere coscienti delle sensazioni del corpo mentre viviamo una emozione è uno degli scopi della Vipassana, interpretare questa condizione, quando il corpo ce ne dà avviso, è il pilastro su cui si basa.

Ci porta immediatamente nella consapevolezza di ciò che stiamo vivendo e possiamo avere la gestione delle emozioni che hanno il sopravvento sulla nostra mente, ridurle a mere sequenze di fatti senza subirne il travolgimento, e di fatto far scomparire ogni negatività e impurità mentale che ci affligge.

Come praticare la meditazione Vipassana

Il primo passo fondamentale per intraprendere questa pratica è, come abbiamo detto, sviluppare la concentrazione, attraverso la pratica detta samatha. Questo obiettivo è tipicamente raggiunto attraverso la respirazione.

La tecnica della Samatha

L’essenza della concentrazione è il non essere distratti, quindi il primo compito del meditante è quello di focalizzare la mente su una cosa sola. Qualsiasi oggetto può essere idoneo per la meditazione concentrativa, anche se il carattere dell’oggetto a cui si presta attenzione ha conseguenze precise sul risultato della meditazione.

Vediamo come fare meditazione samatha nella modalità più semplice:

seduti su un cuscino di meditazione, con la schiena e il collo dritto.

Gambe incrociate e spalle rilassate.

Si possono appoggiare i palmi delle mani sulle cosce e avere gli occhi aperti, senza fissare nessun punto specifico.

L’importante è essere rilassati.

La lingua tocca il palato dietro gli incisivi con la bocca mai serrata

e si inizia a respirare, sia col naso che con la bocca.

Ci si concentra sul respiro, sul suo movimento naturale, senza sforzarsi di seguirlo.

Quando sopraggiunge un pensiero, basta riconoscerlo come tale e tornare al respiro.

Concentrare tutta l’attenzione, di momento in momento, sul ritmo del respiro e le sottili sensazioni dell’addome che sale e scende.

Oppure focalizzarsi sulla sensazione dell’aria che passa attraverso le narici e tocca le labbra – cercando di avvertirla più intensamente possibile.

Rimanendo concentrati sul respiro, altre percezioni e sensazioni continueranno ad apparire: suoni, movimenti del corpo, emozioni, ecc.

Basta notare questi fenomeni mentre emergono nel campo della consapevolezza, per poi tornare alla sensazione di respirazione.

L’attenzione è mantenuta sull’oggetto della concentrazione (la respirazione), mentre questi altri pensieri o sensazioni sono semplicemente come “rumore di sottofondo”.

 

Nel prossimo articolo approfondiremo maggiormente il concetto di “oggetto primario” ed “oggetto secondario”.

Per ora è necessario esercitarsi cominciando con soli 5 profondi respiri eseguiti in concentrazione massima solo su di essi e se possibile ripeterlo più volte al giorno.

Lo consiglio prima di dormire: rende il sonno più profondo e rilassante.

Comitato Scientifico UPE

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