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TURN IT UP! - Enzo Ferrari

Anni fa mi è capitato di guidare una Ferrari dalla frontiera di Mentone a Ventimiglia, quindi curve e soprattutto gallerie: è uscita la musica della Ferrari. Ho provato inaspettatamente, “senza motivo” emozione ed euforia.

Di Enzo Ferrari, che era un grande conoscitore dell’essere umano ed un grande imprenditore (perché diceva che le fabbriche prima di essere fatte di immobili, di macchinari, di attrezzature, sono fatte di uomini e che l’uomo è il patrimonio più importante di un’azienda), vorrei sottolineare due cose che sono state dette da suoi stretti collaboratori, i quali hanno parlato di determinazione e capacità di non arrendersi mai, forse è stato più Ferrari nei momenti in cui non si vinceva..

La seconda: “Per un pistone che non va io faccio dei calcoli, lui lo sente con l’anima. Lui sentiva le cose ed era una cosa che ci dava fastidio, molto fastidio perché noi faticavamo come dei matti a fare certe cose, a prevederle, e lui spesso diceva in dialetto: “Vedrai che così non andrà bene” e così era. L’intelligenza emotiva va sempre a segno. Cit. W.G.

Ferrari ha seguito il suo scopo, con grande coraggio, nonostante abbia incontrato molte difficoltà, anche economiche (ma non ha mai fatto mancare un centesimo nelle buste paga dei suoi collaboratori) e nonostante i lutti: fratello, figlio, piloti, spettatori. Nel ’57, durante la corsa Mille Miglia (poi abolita) la Ferrari uscì di strada a 200 km orari per lo scoppio di una gomma. La vettura investì nove spettatori, tra cui cinque bambini: morirono tutti, compresi pilota e copilota. Enzo Ferrari, pur non sentendosi responsabile, visse una profonda crisi di coscienza, decidendo di chiudere l’attività. Si confidò con un suo amico frate che gli disse che aveva avuto un dono dalla provvidenza, la dote di fabbricare macchine da sogno e che doveva continuare per tutte le persone che avevano creduto in lui e che credevano in lui. A proposito di coraggio … che viene dal latino cor “cuore”…cit. A.F.

Nel maggio 1947 Enzo Ferrari fa esordire la prima automobile tutta sua: la 125 S con motore 12 cilindri aspirato: “La macchina da corsa per me è come un figlio, rappresenta la continuità di noi stessi, da una materia informe, dei forgiati in una meccanica vivente, in una armonia di suoni. Von Karajan un giorno mi disse e mi scrisse, ascoltando il vostro 12 cilindri, scaturisce un’armonia che nessun maestro saprà mai interpretare”.

Ho pensato la stessa cosa all’alba di quella mattina, ho sentito i brividi, ero seduta su un’opera d’arte, viva, grazie all’ingegno, alla maestria, ai sacrifici di molti uomini di ora e del passato. Il mio pensiero non era certo da direttore d’orchestra, ma da chi sente la musica intorno a sé e ama la bellezza intorno a sé, quella bellezza che ci fa dire che siamo collegati a qualcosa di grande…tutto questo tornando, faccio ridere, da una serata in discoteca!

Chiara Tumbarello

Copertina a cura di Maddalena Sarotto

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