scienza la terza dimensione

Le dimensioni contano

L'attuale livello di gioco

Cominciamo a giocare e a conoscere le regole dominanti del livello dove la maggior parte di noi si trova oggi. Riprendiamo, dall’ultimo articolo, dalla definizione di dimensione come “stato di coscienza” meglio ancora come “stato vibrazionale di risonanza”.

Per dare una idea, immaginate di entrare al cinema a film iniziato…oltre al dovervi adattare al buio per orientarvi nel tentativo di trovare il vostro posto, vi ci vorrà un certo lasso di tempo per entrare nel mood della storia che le immagini raccontano, ed una volta entrati nella “dimensione” della storia saremo sincronizzati con gli altri spettatori in risonanza con la storia proiettata e con lo stato di coscienza del regista.

Attualmente lo stato di coscienza maggiormente diffuso nella visione della realtà che ci circonda è la terza dimensione, accessibile a tutti coloro che sono in risonanza con le specifiche vibrazioni della terza dimensione. Così come per le dimensioni spaziali matematiche, la 3D (da qui in poi la scriverò così) ha un certo grado di libertà che ha permesso una evoluzione dell’intelletto (pensiero razionale) con evidenti cambiamenti rispetto all’evo antico ed evo medio (la scoperta dell’America indica l’entrata nella 3D e nella pittura la prospettiva tridimensionale comincia a diffondersi con regole matematiche e la diffusone della musica o della scienza, grazie all’invenzione della stampa, aumenta rapidamente).

Pur essendo evidente questo, è altresì evidente che la razionalizzazione ha creato una serie di convinzioni, regole, vincoli, morali, che assieme alla percezione del tempo (che vedremo tra un istante) rendono la 3D una sorta di contenitore rigido, relativamente inflessibile e se entriamo in risonanza con questa dimensione vibrazionale/stato di realtà, questa per noi è l’unica realtà possibile, così come quando siamo al cinema viviamo la storia come vera… mentre è una costruzione fatta da attori, trucchi al computer, regia, luci  ecc. ecc.

La maggior parte di noi hanno giocato questo livello durante tantissime vite pensando che sia l’unico gioco a nostra disposizione.

Una delle convinzioni più forti e radicate nella 3D, sulla quale basiamo i nostri pensieri, parole, azioni, la nostra intera vita, è il tempo o meglio la nostra idea della esperienza del tempo. La sua percezione lineare e di uguale direzione sempre, ha generato in noi i concetti di passato e di futuro… e di nascita e morte, di un prima ed un dopo (questa convinzione è una delle cause di limitatezza della coscienza maggiormente diffusa, e gli eventi sembrerebbero confermare la convinzione e la maggior parte di noi pensa ed agisce come se fosse vero).

Questa idea del tempo cambia però come si aumenta un po’ lo stato di consapevolezza, e si incomincia a scorgere come in realtà sia un circolo temporale che porta con sé una visione duale che ci allontana dalla percezione del presente.
Spiego meglio: con questo stato di coscienza 3D, quando parlo di esperienze passate porto l’attenzione al passato, entrandone in risonanza ora in tempo presente, e lo proietto nel futuro… ciò che si verifica in passato è più o meno ciò su cui mettiamo la nostra attenzione ora, e si proietta nella realtà in “futuro” e quindi si verifica più e più volte.

Mettendo, umanamente (ma non per questo non modificabile), maggior attenzione alle esperienze che ho catalogato come negative nel passato le proietto nel futuro con la paura che riaccada, quindi le scelte che faccio nel presente (presente che non percepisco) per creare un futuro altro non sono che proiezioni delle paure/sofferenze passate.

In 3D quindi la tendenza di prendere decisioni basandoci sulle paure è molto probabile, le nostre scelte per il futuro sono costruite sulle resistenze piuttosto che sulle opportunità che il presente ci offre, con il grosso rischio che ciò a cui “resisto…persista”. Lo stato di coscienza nel quale vibro in 3D riflette il passato nel futuro, e nel futuro si manifesta il passato… ed in questo stato non ho scelta alcuna… in un ripetersi ciclico di stati emotivi (macro e micro cicli si sovrappongono e si intersecano) che hanno come perni fissi le cosiddette ferite emotive, e questa modalità di vita genera inevitabilmente dei pensieri reattivi.

 

Ci prendiamo una pausa prima di entrare più nel gioco…al prossimo articolo.

Comitato Scientifico UPE

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