Marco Giordano, scrive di temi sociali quali il femminicidio e il cyberbullismo, conosciuto ad uno dei corsi di comunicazione umana interattive di UPE Università Popolare Evoluzione Umana

Ho conosciuto Marco Giordano nell’aula di U.P.E, e ho deciso di raccontare di lui.

La sua stravaganza mi ha colpito e il mio istinto di “esploratore dell’animo umano” ha fatto il resto.

Marco Giordano è uno scrittore da sempre.

Sin da ragazzino scriveva; 2 scatole di poesie per alleggerire l’anima in una vita iniziata in salita e continuata così per un lungo tratto.

Non è facile scrivere di lui senza ledere il diritto della privacy, perché nella sua schiettezza, si è raccontato senza se e senza ma.

Scrivere di lui vorrebbe dire raccontare la sua vita e questo non posso e non voglio farlo.

La sua vita è tessuta nelle righe dei suoi libri.

Le tematiche sono forti e fanno intendere che ho davanti un Uomo tutto d’un pezzo, divenuto tale a 13 anni quando in una sola estate ha acquisito 30 kg e 30 cm.

Il corpo ha reagito creando quello di cui c’era bisogno, rendendo un po’ più agevole la salita…

“Il mondo sa che ci sono”, mi dice Marco.

Non stento a crederlo, e penso che molte persone intorno a lui se ne siano rese conto al ritorno da quella estate…

Ascolto e mi rendo conto che ho vissuto nella bambagia, protetta da genitori presenti che hanno fatto tutto quello che era nelle loro possibilità per darmi calore, affetto e protezione.

Questo è un privilegio che non è dato a tutti.

I titoli dei libri la dicono lunga:

Il femminicidio. Un nuovo reato nell’era moderna.

Cyberbullismo nel mondo. Italia-Giappone 

Sicurezza urbana tra pubblico e privato 

Lo stalking. Profili criminologici 

(I primi due Ibiskos Editrice Risolo, gli ultimi due pubblicati da Fuorirotta);

 

A volte le esperienze di vita segnano la traiettoria di una persona, i suoi interessi ed attitudini fino a trasformarsi in attività lavorativa.

Penso a Marco e penso ad un mio ex.

Entrambi non tollerano le ingiustizie, verso di sè e ancora di più verso altri, specie se percepiti come indifesi.

Quando le avvertono agiscono giocandosi in tutto e per tutto, con tutte le conseguenze del caso, come dei Robin Hood dell’età moderna.

Provo ammirazione di fronte a questo slancio così raro rispetto all’egocentrismo incurante che a volte osservo intorno a me.

Ci sarà sì alla base un condizionamento, come stiamo imparando nelle lezioni sull’essere umano in UPE, ma ben venga chi va al di là di se stesso con il coraggio di vivere ed affrontare quel che ritiene ingiusto.

Forse per questo Marco si definisce “uno schiacciasassi in progressione”

Parliamo a lungo delle donne che non sempre sono difese in modo appropriato, al punto che solo 1% dei “carnefici” viene allontanato di fatto. È anche vero che se esiste un carnefice esiste una vittima. E qui si apre uno squarcio sul mistero dell’essere umano e sulla sua tendenza alla sofferenza.

Emerge un ricordo, una domanda-provocazione fatta in aula un giorno: “Avete deciso di smettere di soffrire?

Silenzio attonito dentro e fuori di me…

Riemergo dai miei pensieri e vedo il viso di Marco che si è disteso. Forse la parola più congrua è fierezza. Sta parlando di suo figlio, ed è un vero piacere ascoltarlo…

Mi fermo qui per rispettare qualche cosa di molto prezioso che come tale va tutelato.

Marco Giordano, il mondo sa che ci sei.

Facebook: www.facebook.com/marcogiordanowriter

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