Un contributo di Martina Comba

The science of happiness

Una lettera per te

Come prima cosa, individua qualcosa di te che ti fa sentire in imbarazzo, insicuro, o inadeguato. Può essere un difetto legato alla tua personalità, ai tuoi comportamenti, alle tue abilità in generale e può riguardare qualunque aspetto della tua vita.

Una volta individuato questo tratto, focalizzati su di esso e prova a pensare come ti fa sentire. Triste? Imbarazzato? Arrabbiato? Cerca di essere il più possibile onesto con te stesso, ti servirà per il corretto svolgimento di questo esercizio.

 

Scriverai dunque una lettera a te stesso nella quale esprimerai compassione ed accoglienza nei confronti di quella parte di te che non ti piace e che non ami.

Mentre scrivi, prova a tenere a mente alcuni passaggi.

Prima di tutto, immagina una persona che ti ama ed accetta interamente per ciò che sei: cosa direbbe del tuo difetto?

Ricorda a te stesso che chiunque combatte con parti di sé che non ama o non accetta, e che molto probabilmente tante persone intorno a te fanno i conti con i loro difetti ed imperfezioni.

Prova a chiederti, con dolcezza, se ci possano essere dei modi di affrontare o migliorare questo aspetto negativo. Concentrati su cambiamenti costruttivi che potrebbero farti sentire più felice, più sano, più realizzato, e prova a non giudicarti.

 

Una volta conclusa la tua lettera, posala, e rileggila a distanza di tempo. Questo potrebbe aiutarti ad affrontare momenti in cui questo aspetto negativo di te diventa particolarmente pesante, e come promemoria per essere meno severo con te stesso.

 

Spesso giudichiamo noi stessi in maniera più pesante e profonda di quanto facciamo con il prossimo, prendendocela per nostre mancanze, limiti o imperfezioni. Questo può farci sentire isolati, infelici, ed ancora più affaticati. Addirittura, questo può spingerci a trarre soddisfazione nello sminuire gli altri.

 

Anziché abbatterci a colpi di dura autocritica, proviamo a rispondere ai nostri limiti con compassione e tolleranza. Questo esercizio porta ad accettare attraverso noi stessi, con compassione, un tratto di noi che ci causa sofferenza.

 

La cosiddetta auto-compassione aiuta a ridurre le dolorose sensazioni di vergogna e rabbia verso noi stessi che possono nel tempo compromettere il nostro benessere psico-fisico e impedire la nostra crescita personale.

Scrivere per noi stessi una lettera di auto accettazione po’ aiutarci a sostituire quella voce interiore che ci critica ed abbatte, con un dialogo più sano e compassionevole, pronto a confortarci e rassicurarci nei momenti difficili.

 

Auto accettarsi richiede tempo e pratica, ma più si lavora in tal senso e più sarà facile stare bene con sé stessi e con il prossimo, con serenità e gentilezza.


unsplash-logoKelly Sikkema
Immagine di copertina a cura di Maddalena Sarotto

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