Il pensiero positivo può agire sul nostro sistema immunitario?

Pensiero Positivo e Sistema Immunitario
La Scienza dietro la Connessione Mente-Corpo

A cura di Irene Illario
Voce di Chiara Lenzi

L'esperienza diretta: Quando lo stress ci "ammala"

Vi è mai successo di ammalarvi al termine o all’apice di un periodo stressante? Quando è successo a me ho provato a pensare quale potesse essere il motivo per cui, proprio in quel momento, il mio corpo avesse reagito così. La relazione con alcuni pensieri e/o stati d’animo era, a volte, molto evidente. Ma c’è una relazione tra ciò che pensiamo e come il nostro sistema immunitario risponde?

Un dialogo costante tra corpo e ambiente

Sensazioni ed emozioni rappresentano una parte essenziale del processo di interazione di un organismo con gli stimoli. Analogamente, la risposta immunitaria è lo strumento che l’organismo utilizza per interagire con l’ambiente esterno. Grazie alla risposta emotiva e immunologica impariamo ad adattarci e relazionarci con l’ambiente in cui viviamo.

La Psiconeuroimmunologia: La scienza dell'equilibrio

Negli ultimi anni la ricerca scientifica ha iniziato ad esplorare sempre più a fondo questa connessione attraverso la psiconeuroimmunologia (PNEI). Questa disciplina analizza come i processi psicologici influenzino il sistema nervoso e, di conseguenza, il sistema immunitario. Gli studi si concentrano su come il pensiero positivo, l’ottimismo e il benessere psicologico possano essere associati alla nostra risposta immunitaria.

Perché gli ottimisti sono più resistenti?

La relazione diretta è che le persone ottimiste e con pensieri positivi costanti tendono ad adottare pratiche più salutiste e rivolte al benessere sia fisico che mentale, oltre ad essere più propense a sviluppare strategie (coping) attive di fronte alle avversità e meno inclini ad adottare un coping evitante, che consiste nel cercare una via di fuga dalle situazioni stressanti piuttosto che affrontarle. Tuttavia, le ricerche sono andate oltre questa osservazione: la letteratura scientifica sta evidenziando che le persone con pensieri positivi prolungati nel tempo mostrano, in media, indicatori immunitari più favorevoli. Ad esempio, si è sottolineato come l’ottimismo sia associato a una minore produzione di marcatori infiammatori, come alcune molecole coinvolte nei processi infiammatori cronici dell’organismo. Altri studi hanno inoltre osservato che le emozioni positive possono influenzare l’attività delle cellule immunitarie, come ad esempio i linfociti T, che svolgono un ruolo fondamentale nella difesa contro le infezioni.

Conclusioni: diventiamo ciò che pensiamo

Questa branca della ricerca è in forte espansione e le relazioni che si stanno scoprendo sono molte. Dimostrare queste connessioni aiuta a comprendere come si svolge la relazione tra ciò che pensiamo e la realtà (il nostro corpo in questo caso), per osservare più intimamente come stiamo e come interagiamo con noi stessi.

Come disse un saggio…

L’essere umano ha una marcata tendenza a diventare ciò che pensa durante il giorno.” (W.G.)

BIBLIOGRAFIA:

  • https://www.affectiveimmunology.com/
  • Segerstrom, S. C., & Sephton, S. E. (2010). Optimistic expectancies and cell-mediated immunity: the role of positive affect. Psychological science21(3), 448-455.
  • Eilertsen, M., Hansen, T., Bidonde, J., Reneflot, A., Nilsen, T. S., Czajkowski, N., & Nes, R. B. (2025). Effects of Positive Psychology Interventions on Inflammatory Biomarkers and Cortisol: A Systematic Review and Meta-Analysis. International Journal of Applied Positive Psychology10(4), 1-33.
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