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Il potere degli abbracci

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Il 21 gennaio si è celebrata la giornata internazionale dell’abbraccio. Istituita in America nel 1986 per contrastare la nostalgia post-natalizia e poi gradualmente diffusa in tutto il mondo, questa giornata esalta l’importanza di questo gesto universale.

La parola abbraccio rimanda subito alla parte del corpo maggiormente coinvolta nell’azione, le braccia. Ma, come ci ricorda Giulietta Stirati nel suo blog “Le parole sono importanti”, l’abbraccio è molto più del semplice cingere qualcosa o qualcuno. In latino, la parola abbraccio – amplexus, composto da amb- intorno e plectere-intrecciare, ha all’origine un gesto che non si limita solo ad avvicinare, ma che intreccia e rinsalda le parti fino a creare qualcosa di nuovo. Che è ciò che si crea quando ci scambiamo un abbraccio per trasmettere affetto, amore, stima, supporto o conforto. Da questa parola latina deriva anche la parola amplesso, un abbraccio così intenso che diventa unione profonda e intima fra due corpi.

In effetti l’abbraccio è un gesto primordiale ed ancestrale per l’uomo. Il primo lo riceviamo nel ventre materno e quelli scambiati -o non- nel corso della nostra vita possono influenzare il nostro benessere fisico e psicologico. Diversi studi hanno dimostrato come la piacevolezza fisica e il senso di protezione e benessere emotivo che si provano negli abbracci, riducano la percezione di ansia e stress ed aumentino l’autostima, rafforzando comportamenti positivi.

A livello fisiologico, ricevere un abbraccio contribuisce ad abbassare la pressione, la frequenza cardiaca e i livelli di cortisolo, stimolando la produzione di ossitocina, l’ormone che ci fa sentire felici e ci aiuta a formare legami con gli altri. Gli abbracci insomma hanno un effetto calmante sul corpo e benefico sull’umore e questo può contribuire a rafforzare anche il sistema immunitario.

Durante un esperimento nel quale 400 partecipanti tra i 18 e i 55 anni sono stati esposti ad un virus influenzale e monitorati, è stato osservato come il ricevere abbracci e sentirsi supportati fosse correlato ad una minore suscettibilità all’infezione o a sintomi meno severi.

Se è vero che gli abbracci hanno così tanti effetti benefici, è anche vero che la loro mancanza può avere un forte impatto, soprattutto nell’infanzia. Il malfunzionamento del sistema ossitocinico osservato in un gruppo di orfani è stato associato alla privazione di affetto e contatto fisico dei bambini nei primi anni di vita.

Abbracci e carezze sono quindi fondamentali per i piccoli, ma importanti a tutte le età. In uno studio che ha coinvolto oltre 25.000 partecipanti sopra i 65 anni, è stato infatti osservato come la disponibilità di abbracci fosse correlata ad un migliore stato di salute e questa correlazione rimaneva significativa indipendentemente da tutte le altre variabili prese in considerazione nello studio, come l’alimentazione, lo stile di vita o lo stato economico.

Insomma, che siamo affettivi o meno, è bene ricordare sempre il potere del dare o concedersi ad un abbraccio.

 

Riferimenti

http://le-parole-sono-importanti.blogautore.espresso.repubblica.it/

Forsell, L. M., & Åström, J. A. (2012). Meanings of hugging: From greeting behavior to touching implications. Comprehensive Psychology1, 02-17.

Martina Pierdomenico- Comitato Scientifico UPE

Voce di Chiara Lenzi

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