Il Microchimerismo microchimerismo

Il Microchimerismo

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Da Molecular Human Reproduction, vol. 21, n. 11, nov 2015
Da BioEssays Vol 37, n.10 Ott 2015Fetal microchimerism and maternal health: A review and evolutionary analysis of cooperation and conflict beyond the womb
Il microchimerismo è la presenza in piccole quantità di cellule geneticamente distinte all’interno di un individuo, cellule che hanno origine da un altro individuo.
Alcuni studi hanno evidenziato che durante la gravidanza si osserva un aumento delle cellule chimeriche d’origine fetale nelle donne, con una diversa distribuzione tra gli organi delle gestanti , con maggior frequenza nei polmoni, nella milza, nel fegato, nei reni.
Durante la gravidanza avviene uno scambio reciproco: le cellule fetali entrano nella circolazione materna (microchimerismo fetale) e le cellule materne entrano nella circolazione fetale (microchimerismo materno).
Questo flusso bidirezionale di cellule fetali e materne non è però simmetrico, infatti un numero maggiore di cellule fetali si trasferiscono alla madre.
Si ritiene che il microchimerismo non si limiti al solo scambio bidirezionale di cellule madri e fetali: anche le cellule dei fratelli più grandi e persino le cellule della nonna materna potrebbero essere trasferite al feto. Le cellule fetali entrano nella circolazione materna attraverso la placenta e viaggiano attraverso i vasi, trovandosi frequentemente nel sangue e nei polmoni della madre. Oltre ai polmoni la presenza delle cellule fetali si riscontra anche nella milza, nei reni e nel fegato della mamma, mentre la più bassa quantità di microchimerismo si trova nel cuore e nel cervello.
Il Microchimerismo Materno-Fetale è quindi uno scambio bidirezionale di cellule fetali e materne durante la gravidanza che condiziona delle reazioni che permettono la crescita di un essere vivente all’interno di un altro essere vivente, senza che il sistema immunitario di quest’ultimo attacchi il primo.
È stato visto anche che i fratelli più giovani potrebbero ottenere le cellule dei fratelli più grandi e quindi potrebbero ritrovarsele all’interno del corpo indipendentemente dalla nascita o meno del fratello precedente a loro.
Il microchimerismo cellulare fetale nella circolazione materna è rilevabile già a 7 settimane di gestazione e rimane rilevabile nel sangue materno fino a 27 anni dopo il parto.
Cellule maschili di presunta origine fetale possono differenziarsi ed essere incorporate nei tessuti materni dopo la gravidanza.
Le cellule fetali sono state trovate anche nei siti delle ferite e la loro presenza potrebbe essere associata a miglioramenti della salute materna.
Il microchimerismo è comune nell’uomo ed è stato trovato in tutti i mammiferi. Le cellule fetali hanno molti parallelismi con la placenta e possono forse essere considerate un’estensione di vasta portata di essa “oltre l’utero”, nei tessuti materni durante la gravidanza e molto dopo il parto.
Il microchimerismo potrebbe rientrare quindi in un meccanismo evolutivo .
La presenza di cellule fetali è stata associata ad effetti sia positivi che negativi sulla salute materna. Questi effetti paradossali possono essere dovuti al fatto che gli interessi del benessere materno e dei figli sono allineati in alcuni settori e in conflitto in altri, il che può aver portato all’evoluzione di fenotipi microchimici fetali che possono manipolare i tessuti materni.
1- Le cellule microchimiche fetali nel seno aumentano la produzione e la qualità del latte materno perchè sarebbe nell’interesse del benessere della prole aumentare la produzione e la qualità del latte materno.
2 -Il microchimerismo delle cellule fetali nella tiroide aumenta la temperatura corporea materna perché la prole beneficia di una maggiore produzione di calore materno in quanto non deve impegnarsi in una produzione di calore costosa.
3- Il meccanismo di attaccamento e legame è potenziato dalle cellule fetali. È probabile che la prole riceva più risorse a seguito di un aumento dell’attaccamento e del legame materno con conseguenze positive sul benessere.
Da un punto di vista della CUI (Comunicazione Umana Interattiva) il microchimerismo apre nuove interpretazioni alla comunicazione detta “sintonia” presente tra madre e figlio ancor prima della nascita e ci proietta in un campo ancora totalmente sconosciuto nelle comunicazioni tra fratelli/sorelle. Nel caso dei gemelli per esempio lo scambio cellulare avviene anche tra i due feti?
Ed anche, se c’è stato un precedente aborto, le cellule del mai nato sono vive e si trasferiscono anche sul successivo nascituro? E comunicano cosa della loro esperienza?
Un legame cellulare unisce le generazioni e non parlo di DNA ma della presenza in me di cellule vive che non mi “appartengono” ma che interagiscono.
Siamo realmente tutti fratelli e sorelle? Distinti ma in condivisione come cellule di uno stesso organismo?

Comitato Scientifico UPE

Voce di Chiara Lenzi

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