Brevi storie di questo Tempo

Io con Me

Mi chiamo Gabriela, con una L sola, e già dirlo mi apre al sorriso, perché mi ricorda i miei amici che mi prendono sempre in giro quando lo sottolineo.

Il nome è identità e quindi io sono Gabriela. E sorrido…

Il sorriso, una cosa così preziosa in questi giorni di forzato isolamento a casa.

Lo innaffio ogni mattina quando mi alzo, insieme alle piante, che amo, sul mio balcone.

Prima apro gli occhi, guardo fuori il verde che si vede dalla finestra, mi mando pensieri amorevoli che mi accarezzano mentre la sveglia suona e io la sposto di 5 minuti in 5 minuti… fino a che è chiaro che devo proprio alzarmi.

Ho capito che questo è il modo migliore per iniziare la mia giornata.

Mi centra sull’atteggiamento migliore che posso avere e che cerco di tutelare per tutto il giorno.

È un intento che mi aiuta e mi rende tutto più leggero e amabile.

Compresa la solitudine delle giornate che vivo.

È vero che sono abituata, è come un muscolo allenato, ma trovarsi così a lungo soli con sé stessi e apprezzare la propria compagnia, lo trovo qualcosa di miracoloso.

Mi rendo conto che non sono sola veramente, ho un modo di affetti e di relazioni che sono con me: credo siano la cosa più preziosa che un essere umano possa avere nella vita.

Un giorno ho sentito dire che la vita acquista senso tanti più rapporti autentici riusciamo a costruire con le persone. Sento verità in queste parole.

Mi piace stare con gli altri, conoscerli, confrontarmi con loro, anche se spesso fatico a stare in ascolto e prevale il mio egocentrismo. Quando succede mi rendo conto di aver lasciato andare l’opportunità di conoscere meglio qualcuno. Mi accolgo e mi riprometto la prossima volta di ascoltare e di parlare meno… chissà.

Questo tempo lento, simile al vuoto fertile, di cui parlava sempre una mia amica, mi permette di rendermi conto di quanto siano preziosi i miei amici.

Posso fare a meno di loro, ma certo è che la loro presenza arricchisce la mia vita.

Gliel’ho detto, sì, perché certe cose vanno dette non solo pensate, così come un Ti voglio bene o un Ti amo, perché la parola realizzi la sua potenza nella realtà.

 

E poi c’è Wilson, ma questa è un’altra storia.

Gabriela Ragazzi

Copertina a cura di Maddalena Sarotto

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