Brevi storie di questo Tempo

I colori della libertà

Apro gli occhi e, mentre mi giro sotto le coperte, realizzo che oggi è il 25 aprile, la giornata della Liberazione.

 

W la libertà!

 

Non credo di aver mai onorato questo giorno come merita, e forse questa sensazione di libertà condizionata che stiamo vivendo ormai da settimane, mi ha fatto realizzare per la prima volta, l’enorme valore della libertà che io ho sempre data per scontata.

 

Il mio pensiero va a mia nonna Irene, che non ho mai conosciuto, uccisa dai fascisti durante la Guerra. Lei questa giornata proprio non l’ha vissuta.

Sorvolo i tristi dettagli, mia nonna è comunque dentro di me e la vivo attraverso i ricordi e i racconti di mia madre.

Proprio oggi l’abbiamo ricordata, durante una lunga telefonata mentre camminavo sull’ormai mitico terrazzo condominiale sciogliendomi al sole.

Mia madre si racconta e la figura di mia nonna acquisisce contorni e spessore, mi arriva forte l’immagine di una persona profondamente buona.

Ad un certo punto mia madre mi ricorda che i cromosomi di mia nonna sono dentro di me… e io mi sento profondamente onorata e fiera che sia così.

 

Stordita dal sole e dalla bellezza di questa telefonata, scendo a casa e metto tre foulard fuori sul balcone, per fare la mia bandiera italiana, come mi ha invitato a fare mia cognata.

C’è il sole e il verde-rosso-bianco stanno bene vicino alla pianta di arancio che cresce.

Spunta qualche altra bandiera sui balconi. Bene.

Alle 15:00 mi metterò a cantare fuori “Bella ciao”, aderendo ad un flash mob, del tipo di quelli che si facevano all’inizio di questo tempo-non tempo.

Spero di non essere la sola, ma se anche fosse, io canterò.

Magari per aiutarmi metterò di sottofondo il video del mio amico Maurizio che la canta alla chitarra, facendo trasparire il suo coinvolgimento.

Per la cronaca, è andata proprio così.

 

Eppure il 25 aprile è successo anche altro, qualcosa che ancora non affiora Finalmente realizzo, si, è l’anniversario di matrimonio di Annie e Simone. Fantastica coppia di amici.

Sono passati un po’ di anni ma ancora ricordo l’abbraccio con Annie a cui avevo riconsegnato a sorpresa (!) il bouquet che ero andata a recuperare nella chiesa in cui era stato dimenticato e dato ormai per ineluttabilmente perso…dicevamo già tempo fa dell’ineluttabilità…

Un abbraccio con un’amica, che mai dimenticherò (sia l’amica sia l’abbraccio).

 

Solo la sera realizzo che ogni anno mi sbaglio di un giorno: l’anniversario è il 24 aprile… questo non cambia che senza l’amicizia la vita sarebbe arida.

Gabriela Ragazzi

Copertina a cura di Maddalena Sarotto

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