Confessioni paura

Capitolo 3

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Quello che io non avevo confessato a mia figlia era che da agosto, quando ancora ero in Italia, avevo iniziato ad avere dei problemi di salute e deciso di farmi una visita proctologica. Nel frattempo erano passati già tre mesi… l’imbarazzo ha vinto sulla paura 4 a 0.

Per escludere patologie più gravi, il medico mi consigliò di fare altri controlli: questo significava che avrei dovuto vincere nuovamente l’imbarazzo e mostrare ancora una volta il mio lato B ad un altro medico. Ed io che credevo che sarebbe finita lì.

Anche in questa occasione non mi sono soffermata sul perché mi stesse accadendo tutto questo, sul significato stesso di quella malattia. Ero come anestetizzata, poco reattiva. Certe volte ero talmente presa a correre, la mia vita era così frenetica, che neanche capivo dove stavo andando e soprattutto perché.

Dopo la confessione di mia figlia rassicurai lei e il compagno e che avrei pensato io a tutto, anche se lui non mi sembrava così spaventato come Linda. Mi disse che era già successo, che si era già trovato in difficoltà e che i soldi vanno e vengono. Che era in grado di andarli a cercare dove fossero e a guadagnarli e soprattutto che a lui non piace essere povero. Quindi mi disse di stare tranquilla. Lo guardavo e l’ho sentito sincero, quello che diceva era vero, a lui i soldi piacciono. Lavorava al computer anche 18 ore incessantemente, gli portavo da mangiare nel suo ufficio ed era lì in video chiamata con il mondo, a pianificare tutto il lavoro con applicazioni incredibili, mai viste in Italia. Una si chiama Click Up, l’ho usata per pianificare a metodo le pulizie della casa alla nostra collaboratrice.

Hunter, il compagno di mia figlia, ha iniziato a lavorare a 8 anni in America nel Wisconsin. Faceva statistiche per un’azienda. Ha cercato sempre la sua indipendenza economica per essere libero e appena ha potuto, a 18 anni, con 250 dollari in tasca e dopo aver comprato un catorcio di macchina, ha attraversato l’America fino in California dove ha vissuto diversi anni. Una sera decisi di dargli dei soldi per giocarli in borsa. Iniziò a guadagnare una media di 800 euro al giorno che poi reinvestiva.

Fatta la colonscopia la sentenza fu che avrei dovuto subire un intervento per rimuovere il prolasso ma che non era urgente. Avevo pianificato anche questo e, senza ancora riconnettermi con me per capire i segnali che il corpo mi stava mandando, pensai che avrei affrontato anche l’intervento. Sarei tornata in Italia per gli esami di terza media di Edoardo, mio figlio minore che nel frattempo era rimasto in Italia con il padre per terminare la scuola, e poi saremmo finalmente partiti per Bali, destinazione che anche lui aveva scelto perché ama il surf. A Bali ci sono onde ottimali per ogni categoria di surfisti, dal principiante all’esperto. Bali: vita semplice, colori, profumi, suoni, sorrisi e tanta energia.

…stay tuned.

Germana Guaraldi

Voce di Chiara Lenzi

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