Siamo i ragazzi di oggi felicità

Siamo i ragazzi di oggi

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Care compagne e cari compagni,

coloro che sono presenti e coloro che hanno mollato,

cinque anni sono passati e i muri che ci circondano hanno assistito al cambiamento più importante e radicale che ognuno di noi ha affrontato nella propria vita fino a questo punto. Si cresce molto in cinque anni e in anni come questi soprattutto.

Vi chiedo di immaginare voi stessi tra altri cinque anni, ma non pensate al lavoro che starete facendo o se sarete riusciti a laurearvi. Quello che vorrei che facciate è guardare la prima figura di voi stessi che la vostra immaginazione partorisce. Guardate bene. Sorride?

Se è una figura felice sorridente allora non avrete da temere per i prossimi anni, una persona felice trova sempre il modo di rialzarsi dai fallimenti e reinventarsi. Una persona felice riesce a rimettersi in piedi anche se finisce fuori corso, perde il lavoro o si trova a fronteggiare qualunque tipo di difficoltà.

La cosa più difficile da vedere in questo periodo di grandi scelte è che il criterio fondamentale di scelta deve essere cosa ci renderà felici, non cosa ci porta all’approvazione di genitori, amici e professori, oppure quello che ci porta a soddisfare il nostro ego personale. Spesso rinunciamo alla nostra felicità per soddisfare le aspettative degli altri e anche se spesso è una cosa inevitabile, in questo momento cercate di non farlo. Cercate di pensare a cosa vi renderebbe felici di alzarvi dal letto la mattina anche a 60 anni e correte dietro a quel sogno senza tregua. Se farlo implica a prendervi un anno sabbatico per esplorare nuove opportunità o altre scelte che deviano dal percorso “normale” di un ex studente del liceo non fatevi spaventare, perché il “normale” non esiste.

Se usciti dallo scientifico si vuole lavorare come camerieri non c’è nulla di male. Se continuate a sentirvi dire “La naturale prosecuzione di liceo scientifico è l’università”, lasciatemi dire che è solo l’espressione dell’orgoglio dei vostri professori, che sarebbero contentissimi di vedervi raggiungere grandi risultati dal punto di vista che a loro è caro (quello accademico). Ma la realtà è che la naturale prosecuzione del liceo scientifico e fare ciò che si vuole, ciò che si sogna di fare.

Ci sono difficoltà, faremo errori, tanti errori (come dimenticare di mandare i documenti all’università dei vostri sogni). Ma vi dirò una cosa che sembrerà banale e assurda, ma vi chiedo di rifletterci un attimo, perché è quanto più di reale possa dirvi: se non vi arrenderete non perderete mai davvero.

Abbiamo meno di 20 anni, questo è il momento di sognare, di inseguire la nostra volontà, di dire di sì alla vita (come disse un filosofo molto orgoglioso di sé) e coloro che avranno il coraggio di seguire il proprio sogno nonostante tutte le pressioni che subiscono, verranno ricompensati con una vita di sorrisi. Ma se inizieremo a mettere nel cassetto i nostri sogni, seguendo la strada che ci sembra “più sicura” o più accettata dalle persone intorno a noi, ci abitueremo ad ignorare i nostri sogni e ci vuole pochissimo per imparare a vivere in un mondo che ne è privo.

Gestire questa situazione di certo non è semplice, possiamo trovarci così persi da sentire il peso del nostro continuo procrastinare, magari mentre la zia rompiscatole che vuole vederci fare carriera ci assilla con domande sul nostro futuro. In questo attimo di incertezza prima del salto è facile rifiutarsi di scegliere, i meno fortunati si trovano di fronte a scelte difficili o ancora peggio scelte che non riescono a parafrasare, alcuni stanno fronteggiando il dissenso della famiglia, degli amici, dei professori, che rende pesantissima la scelta.

Sarò franco, che la vostra scelta sia giusta o sbagliata non ha molta importanza; fintanto che sceglierete sarete padroni della vostra vita e potete cambiarla in corso d’opera, questa bellissima opera che è il vivere. Se scegliete una volta, sarete sicuramente capaci di scegliere di nuovo per voi stessi, se non scegliete dovrete imparare come si fa più tardi, tra le innumerevoli difficoltà della vita adulta. La vera maturità si configura nella capacità di scegliere, di buttare il cuore al di là dell’ostacolo, senza una certezza sul fatto che le cose andranno bene o male.

E’ stato un piacere vivere con voi questi anni della mia vita scolastica,

il vostro compagno e rappresentante,

Alessio Fino

Alessio Fino

Voce di Chiara Lenzi

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