Un contributo di Martina Caldi

Specchio 5

Lo specchio ''del rapporto con il divino''

 

Come già ho accennato alla fine dello scorso capitolo, questo specchio penso che sia uno dei più complessi da comprendere, ma anche uno dei più potenti. Il V specchio ci può far riflettere sul i 7 specchi esseni - specchio del rapporto con il divinorapporto che abbiamo con la divinità (che può essere, in base alla religione, Dio, Buddha, il cosmo, l’universo, il profondo che è in noi nel caso in cui la persona fosse atea), quindi il Divino che è in noi, in correlazione con il rapporto che abbiamo con i nostri genitori. Il nostro padre e la nostra madre terreni sono un surrogato della divinità; ciò che vediamo nelle persone che ci hanno allevato è ciò che pensiamo debba essere il nostro rapporto con la divinità. Gli esseni sostenevano ciò perché loro credevano nella reincarnazione dell’anima, e quindi è l’anima del futuro nascituro che sceglie in quale grembo andare a formarsi… i genitori, accettano. Se abbiamo una lezione da imparare, per superarla è giusto e normale che ci sceglieremo dei genitori che ci diano una mano nell’imparare questa lezione. Con questo intendo dire che, se comprendiamo questo specchio e cosa ci sta mostrando, possiamo capire perché fino ad ora abbiamo vissuto la nostra vita in un determinato modo. Riassumendo, i nostri genitori, componente maschile e femminile della divinità, rappresentano il nostro rapporto con la divinità. Un esempio: se il rapporto con i nostri genitori fosse controverso, ci sentissimo spesso giudicati e messi alla prova, è quasi sicuro che lo specchio ci stia riflettendo tale verità: cioè che siamo noi, dentro e nel profondo di noi, che pensiamo di non essere all’altezza e che probabilmente non siamo riusciti ad arrivare a ciò che ci si aspettava da noi per noi.

In questi anni di studi e letture, ho compreso che spesso tendiamo ad essere molto simili al genitore del nostro stesso sesso (simili magari nei modi di fare, nei ragionamenti, nei comportamenti, nel prendere decisioni e talune volte addirittura nel tono della voce). Per “spezzare la catena” e diventare Noi padroni di noi stessi, il rapporto con i nostri genitori e quindi di conseguenza con il divino che è in noi, deve essere fluido. Nel caso in cui così non fosse, e quindi ci trovassimo ad essere sbilanciati nelle nostre parti maschile e femminile, è molto probabile che attrarremo nella nostra vita partner molto simili al nostro genitore di sesso opposto.

Inoltre, per far si che il tutto diventi fluido, dobbiamo aver superato la relazione di dipendenza tra genitori e figlio. Sarebbe una buona cosa iniziassimo a vedere i nostri genitori come persone normali, che sbagliano come noi, che hanno fatto del loro meglio per crescerci… persone normali appunto.

Grazie e al prossimo capitolo con il sesto specchio!

Martina Caldi

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unsplash-logoMariam Soliman
 
Copertina a Cura di Maddalena Sarotto

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