Lama n°10 - La Ruota

Proseguiamo nella conoscenza dei Tarocchi, come se salissimo su di una roboante macchina filosofica, che permettesse alla mente di correre e divagare, lasciandole iniziativa e piena libertà.

 

Questo strumento di conoscenza è uno straordinario libro figurato che racchiude un sapere che potremmo definire iniziatico, ovvero l’inizio di una profonda crescita personale.

 

Il mazzo dei Tarocchi è un “Mutus Liber” (un libro muto) in cui non vi sono parole scritte, ma solo simboli da interpretare per mezzo di variopinte figure simboliche.

 

Il Tarocco parla alla mente inconscia, il disegno in esso racchiuso resta immediatamente impresso nel cervello senza essere filtrato dalle parole o da spiegazioni scritte. La lingua utilizzata è una lingua universale come quella musicale e, imparata la chiave per decrittarla, ecco aprirsi la porta sull’infinito e sui segreti del mondo.

 

Iniziamo ora a leggere insieme gli Arcani Maggiori, ma non nel classico ordine in cui sono numerati, bensì secondo il percorso che l’individuo compie per la scoperta di sé dove ogni carta rappresenta una tappa fondamentale della vita.

 

La carta numero 1 quindi, nota come raffigurante il BAGATTO, non è l’inizio del mazzo!

 

A tutti accade di vivere momenti difficili in cui sembra di trovarsi in un vortice o meglio su di una RUOTA. Questa è la Lama di Tarot da cui parte la via della comunicazione interattiva con sé stessi, la numero 10.

 

Unica via d’uscita per non restare incagliati in queste situazioni è il far chiarezza nei propri pensieri ed il divenire una sorta di sfinge, distaccati da sé stessi, ma profondi analizzatori di ciò che avviene intorno.

 

Sulla carta è disegnato un essere non ben definito, ma benevolo, che sale su di una ruota e si alterna allo scendere di un essere non ben definito, ma malevolo.

I due strani personaggi rappresentano noi stessi che presi dal turbinio della vita, passiamo da pensieri più o meno positivi a pensieri più o meno negativi a tal punto da non saper più decidere ed essere incastrati in una sorta di vortice. Solo il divenire noi stessi sfinge (simbolo posto sulla parte alta della carta), ovvero il più antico degli animali mitologici, può portare a recidere – con la spada posta fra le zampe – i pensieri frastornanti.

 

L’essere sfinge ovvero essere osservatori partecipi, ma non coinvolti, serve ad avere una chiave per orientarsi tra i problemi della vita e DECIDERE. È il rapporto coesistente in ciascuno di noi tra natura animale e natura umana.  Animalità VS Umanità. Istinti di origine divina e istinti bestiali.

È la capacità di concentrazione della volontà su di un solo punto e uno solo.

 

La Sfinge posta sulla ruota si sta interrogando e pone a noi delle domande: cos’è la nostra vita se non uno svolgersi di fatti ed avvenimenti, ognuno dei quali propone alla nostra mente degli enigmi che solo risolvendoli ci permettono di evolverci e di comunicare con il nostro Essere profondo.

 

L’Arcano 10 dei Tarocchi è la Ruota della Fortuna, la stessa Ruota del Samsara, la stessa Ruota che simboleggia la Legge dell’Antico Ritorno.

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