un racconto a puntate di Pierpaolo Zara

Rovistando nei miei vecchi bauli ho ripescato un racconto scritto una sessantina di anni fa, quando ancora incapace di idee originali, scrivevo imitando lo stile di autori famosi. È nato così “Mr Quick e il mistero dello specchio di legno” e ve lo consegno cosi, sotto forma di diario del suo fedele amico Mr Dowson

(un racconto giovanile di Ernest Fastshoot)

Mr Quick e il mistero dello specchio di legno

Capitolo 4

Prendemmo una carrozza che Mr Quick fece fermare davanti all’ufficio postale di Regent Park, andammo a colazione da Sergio’s – Mr Quick va letteralmente pazzo per il suo strepitoso tiramisù – ed infine approdammo nelle nostre rispettive poltrone dove passammo il pomeriggio io a sonnecchiare e Mr Quick a leggere diversi telegrammi man mano che arrivavano, talvolta borbottando frasi incomprensibili, talvolta immoto come una statua del Canova. E per tutto il tempo non mi fu permesso di fare parola del caso. Conoscevo Mr Quick e sapevo che la sua mente era all’opera.

Alle 18:00 in punto arrivarono Lestrade e la signorina Hotting. Senza tanti convenevoli li facemmo accomodare, facemmo servire il the dalla signora Hudson ed infine ci ritrovammo tutti e quattro silenziosi in attesa che Mr Quick iniziasse a svelare il mistero.

“Comincerò subito senza preamboli perché il tempo stringe signori e abbiamo un impegno impellente. Abbiamo visto tutti quello che è successo e sappiamo che l’autore dello strano enigma è lo scomparso Hermitage Hotting, marinaio, pirata, commerciante scomparso molti anni fa”

“Ma Mr Quick..” cominciò la signorina Hotting.

“La prego…. È bastato esaminare il biglietto e l’inchiostro per capire che quel foglio ha più di 30 anni, è stato conservato con cura per cui posso dire che la carta è di quella da poco conto che veniva spedita alle nostre colonie nel mar del Pacifico, carta che conserva ancora una debole traccia di aroma di rum – bevanda preferita dai pirati – il messaggio parla di qualcosa di rubato e il signor Hotting ha iniziato la sua attività senza chiedere capitali o averne legalmente di suoi. Quindi..marinaio, pirata e commerciante. Ma ora veniamo al messaggio

 

Fortuna avrà colui che riuscirà ad estrarre dallo specchio di legno

il tesoro che ho a lungo celato

dimostra a te stesso che ne sarai degno

e riporta a colui a cui è stato rubato

 

si parla di una fortuna celata da uno specchio di legno quindi, visto che la quasi totalità degli specchi ha una cornice di legno, è logico che il nostro cercatore immaginasse di dover rompere gli specchi per trovare la fortuna promessa.

“A proposito Mr Quick, ma chi è costui?” domando Lestrade

“Ah già chi è costui? Il padre della signorina Hotting? No di certo visto che è lui l’autore del biglietto e allora dobbiamo chiederci chi può conservare per più di 30 anni un biglietto? E poi perché aspettare così a lungo prima di mettersi alla ricerca del tesoro? E perché poi lasciarlo in vista così da correre il rischio che qualcun altro – cioè noi – possa trovarlo?”

“Ma Mr Quick, è impossibile rispondere a queste domande” fece la signorina Hotting

“Improbabile, difficile, estremamente difficoltoso forse ma non impossibile..infatti..ragioniamo: Il signor Hotting da buon pirata nasconde la sua parte di tesoro, torna a Londra, e con una parte di esso apre una onesta attività quindi perché ad un certo punto scompare? Dowson?”

“Qualcuno lo ha minacciato e ha dovuto nascondersi?”

“Elementare Dowson. Qualcuno che conosceva il suo burrascoso passato vuole la sua parte di bottino e quindi il nostro ex pirata si deve nascondere ma lascia un biglietto per la figlia, forse preso da una crisi di coscienza, affinché restituisca il maltolto ora…ora.. come mai scomparve anche quel biglietto? Tocca a lei Lestrade”

“Ehm, forse non ha fatto in tempo a consegnarlo, forse è caduto in mani sbagliate, forse è andato perso”

“Proprio così! Il nostro uomo, suo padre signorina, è stato catturato prima che potesse consegnare il biglietto e…” Mr Quick prese il primo telegramma ricevuto nel pomeriggio “ho qui il rapporto di un omicidio avvenuto nel West End proprio il giorno esatto della scomparsa del signor Hotting. L’assassino è stato subito catturato e condannato…”

“A 30 anni di prigione!!!! Mr Quick il biglietto è rimasto con l’assassino tutto questo tempo!” esclamai stupito di questa mia brillante intuizione.

“Dowson lei oggi sta dando il meglio di sé! È andata cosi, e siccome il cadavere era stato gettato nel Tamigi e mai recuperato, nessuno ha potuto dire che fine avesse fatto il signor Hotting”

“Ma il mistero rimane ancora!” disse la signorina Hotting, apparentemente poco scossa dal sapere della fine cosi orribile del padre.

“Al contrario, da qui è tutto più semplice. Il nostro assassino è uscito dalle patrie galere due mesi fa – ecco il telegramma del direttore della prigione di Hacker – quindi si è fatto assumere al Mirror Paradise come capocommesso visto che il precedente è misteriosamente e improvvisamente scomparso, non è vero signorina Hotting?”

Martina Hotting arrossì violentemente in volto “Mio Dio, Mr Quick vuol dire che..?”

“Si signorina e se le mie deduzioni sono esatte so esattamente dove si trova ora il nostro impostore. Presto, seguitemi, la carrozza che ho prenotato è già arrivata”

Percorremmo a gran velocità le strade di Londra verso la nostra misteriosa destinazione.

“Come ha fatto a capire che chi ha rotto gli specchi era il capocommesso Mr Quick, e perché poi lasciare sul tavolo il biglietto?”

“Ho esaminato attentamente ogni porta, finestra, grata e apertura che potesse fungere da via di ingresso controllando anche se fossero stati calpestati insetti morti o feci di ratto ma, niente, non ho trovato niente, quindi la cosa più logica è stato pensare che il frantumatore di specchi avesse le chiavi del negozio e chi, oltre alla proprietaria, poteva esserne in possesso?”

“Il capocommesso, ovvio. Che sciocco a non pensarci” disse Lestrade.

In quel mentre la carrozza si fermò e nonostante il buio riconobbi il retro dei magazzini del Mirror Paradise.

“Seguitemi in silenzio” ci disse Mr Quick mentre con estrema cautela apriva la porta con uno dei suoi grimaldelli.

Con i suoi occhi allenati a vedere al buio ci condusse fino al limitare di un angolo del negozio da cui proveniva uno strano suono irregolare, come di legno divelto con un qualche sorta di arnese.

Mr Quick allungo una mano verso un interruttore e con un sonoro “click” il negozio si illuminò all’istante svelando…

continua

Copertina a cura di Maddalena Sarotto

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