un racconto a puntate di Pierpaolo Zara

Rovistando nei miei vecchi bauli ho ripescato un racconto scritto una sessantina di anni fa, quando ancora incapace di idee originali, scrivevo imitando lo stile di autori famosi. È nato così “Mr Quick e il mistero dello specchio di legno” e ve lo consegno cosi, sotto forma di diario del suo fedele amico Mr Dowson

(un racconto giovanile di Ernest Fastshoot)

Mr Quick e il mistero dello specchio di legno

Capitolo 3

Sebbene naturalmente sconvolti per quanto accaduto, gli operai e i commessi del negozio si misero all’opera appena arrivati, sgombrando i muri dalle cornici ormai inutilmente vuote e il pavimento da una interminabile quantità di vetro mentre il capocommesso sostava sull’uscio invitando i clienti che si presentavano a tornare in un altro momento.

Nel frattempo Mr Quick aveva cominciato ad esaminare gli indizi con i suoi soliti metodi…ovvero in modo assolutamente inspiegabile per noi semplici esseri umani.

Attraversò a lunghi passi tutti i locali e le stanze del negozio e dei magazzini, soffermandosi spesso ad esaminare porte, finestre, spioncini, sterco di topo e scarafaggi morti. Prestò particolare attenzione alla scrivania, esaminandola anche con la lente di ingrandimento che usò a lungo anche sul foglio di carta, dopo averlo palpato, annusato, assaggiato e ascoltato – si avete letto bene, stropicciò il foglio accanto all’orecchio per poterne percepire il rumore.

Rilesse quindi un paio di volte lo strano messaggio, fece alcune domande alla signorina Hotting e, quando questa e l’Ispettore Lestrade erano impegnati a fare l’inventario dei danni, prese da parte il capocommesso e interrogò brevemente anche lui.

“Allora Mr Quick, cosa ci può dire?” chiese infine Lestrade.

“Si Mr Quick, come può spiegarmi questi strani fatti?” si unì la signorina Hotting.

“Ah Lestrade lei mi conosce e non vi dirò nulla fino a quando non avrò tutte le carte del mazzo in ordine davanti a me” sentenziò Mr Quick “Inoltre la faccenda non mi sembra così complicata da doverci dedicare del tempo”

“Ma Mr Quick!” feci io “Non possiamo lasciare Mart.., cioè, voglio dire, la signorina Hotting con questo dilemma in sospeso. Sono certo che nuocerebbe al suo già sensibile sistema nervoso”

“E va bene, mi arrendo, dedicherò un po’ di tempo a questo curioso caso” disse avviandosi verso la porta “Potreste essere in Elmer Street questa sera, diciamo alle 18:00? Si? Perfetto. Andiamo Dowson, a quanto pare abbiamo un mistero da risolvere”.

continua

Copertina a cura di Maddalena Sarotto

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