Arcano 6: la scelta degli innamorati... di Sé

Eccoci giunti alla terza tappa del percorso “La Via dei tarocchi”: la lama del Matto, colei che viene definita la “Carta senza numero” perché detentrice del numero impronunciabile o meglio magico per eccellenza: lo Zero, colui che può cambiare le sorti del Mondo. Può, posto dietro ad ogni altro simbolo numerico far aumentare il tutto a dismisura (10, 100, 1000, 10000, 100000) così come viceversa farlo sminuire fino al millesimo (0,1 –  0,01 – 0,001 –  0,0001 – 0,00001). Dal più grande al più piccolo. Così in alto come così in basso.

 

Questa carta rappresenta la pura follia che permette di intraprendere sempre senza spaventarsi un nuovo cammino sapendo che può contare su una profonda Comunicazione Umana Interattiva con sé stesso.

 

Lo sguardo, solo apparentemente perso, indica il distacco da una realtà illusoria. L’animale che lo accompagna rappresenta tutti gli affetti e la materialità che legano l’uomo al mondo sensibile e che in quel mondo lo imbrigliano con ferree gabbie e rigide regole.

 

Il fagotto che porta sulle spalle rappresenta il suo vissuto, il passato, ovvero la consapevolezza e l’esperienza acquisita; un bastone lo sorregge e lo difende: è il coraggio di avanzare verso la conoscenza di sé e voltare le spalle al mondo noto per dirigersi verso l’ignoto, indifferente dell’ilarità altrui. Lui solo conosce il suo viaggio e sa dove dirigersi.

 

Sovente è rappresentato con un copricapo piumato e colorato: è la capacità di far volare leggeri come una piuma i suoi pensieri al cielo e renderli sempre nuovi e rigenerati come un arcobaleno dopo la pioggia. È il tratto distintivo del messaggero degli dei, Ermes.

 

Per questa sua capacità di portare sulla terra pensieri differenti dal gruppo è l’unico essere che può permettersi di parlare al Re sbeffeggiando lui e la sua corte, dandogli anche dello stolto senza essere decapitato o correre il rischio di perdere la vita. Lo può fare perché nessuno lo prende sul serio, ma tutti sanno bene che in ogni menzogna si cela una parte di Verità.

 

Il Matto è l’inizio, ma anche la fine dell’Opera, è la libertà assoluta, perfetta ma al contempo spaventosa che va al di là di qualsiasi legame e priva di ogni relazione. Questo è il suo potere, il coraggio o la follia dell’andare avanti, lasciandosi alle spalle ciò che non serve più e alimentando conoscenze nuove di sé e per sé.

 

Per questo nel mazzo da gioco ha il potere, la LIBERTÀ, di sostituire qualunque altra carta ovvero di essere qualsiasi cosa si desideri.

 

L’Arcano 10, prima tappa percorsa insieme, raffigurava la Ruota: il sali-scendi della vita nel quale non si deve restare intrappolati o esserne travolti.

 

Aumentando la propria consapevolezza, si incontrava il secondo Arcano ovvero il 6: la Scelta, il saper distinguere il meglio per sé. Accettare lucidamente l’avventura assai più impegnativa e straordinaria della vita e delle emozioni.

 

Ora il MATTO, senza legami, ma con l’esperienza acquisita, il coraggio della conoscenza e ricco di pensieri sempre nuovi si dirige verso la libertà di sé, apparentemente vagando, ma ben sapendo dove andare per non divenire meta degli obiettivi altrui. Il viaggio del pellegrino è ora iniziato.

 


Immagine di copertina a cura di Maddalena Sarotto

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