Intelligenza emotiva, una formula per capire che cos'è e come funziona - Parte prima Intelligenza Emotiva

Un contributo di Pierpaolo Zara


 

Parte prima

 

Uno degli argomenti scientifici di maggior interesse è dato dai progressi fatti nello sviluppo delle Intelligenze Artificiali (IA) ed il loro impatto nella vita quotidiana; particolare attenzione viene data soprattutto all’influenza che il loro utilizzo potrebbe avere sulla vita lavorativa e sui comportamenti sociali futuri.

Le applicazioni basate su IA ad oggi sono innumerevoli a vanno dai comuni elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, ecc.)  per ottimizzare i consumi, al Web per ottimizzare e velocizzare le ricerche, dalle autovetture (e qui si va dall’assistenza alla guida sicura, alle auto alla guida completamente autonoma) ai più recenti Assistenti Digitali. Le applicazioni di IA si basano su Reti Neurali.

 

Una Rete è un insieme di operatori logici e matematici (neuroni) che scambiandosi informazioni fra loro creano una serie di collegamenti (una Rete appunto) che ricalca, in modo molto più semplice, quella che gruppi di neuroni formano nel nostro cervello.

Una rete neurale deve essere addestrata: essa deve imparare a fornire una risposta sulla base di stimoli (input) secondo un modello di “comportamento” che le deve essere mostrato, insegnato.

Questo insegnamento avviene attraverso una grande quantità di esempi di comportamento che la rete neurale impara ad imitare.

Sebbene siano stati fatti enormi passi avanti nello sviluppo delle RN, esse sono ancora molto lontane dal poter anche solo avvicinarsi alla complessità e versatilità del nostro cervello.

 

Un esempio? oggi l’applicazione più avanzata di Intelligenza Artificiale permette la guida automatica di un’automobile, cosa che può sembrare stupefacente ma pensate che a chi riesce a guidare un’automobile e contemporaneamente a conversare con chi gli siede accanto, ascoltare la musica dell’autoradio, dare del cornuto a chi gli taglia la strada, pensare a come evitare il traffico dell’ora di punta ed inventare una scusa per giustificare il ritardo al lavoro.

 

Esiste una formula per l’Intelligenza?

L’intelligenza è definita secondo molteplici punti di vista e alcuni hanno cercato di rappresentare la definizione di “Intelligenza” in una equazione, un modello matematico che possa ritenersi valido universalmente e che possa essere utilizzato per rendere le reti neurali più “Intelligenti”.

Una delle equazioni più interessanti nasce da un presupposto preso in prestito dall’astrofisica: si suppone che il nostro Universo è un sistema altamente caotico dove l’Energia viene scambiata e dissipata maggiormente (entropia) rispetto ad altre zone dello Spazio e questa particolarità è quella che ha permesso la nascita di forme di vita intelligenti.

Se quindi l’Intelligenza è legata all’entropia, allora si può rappresentare l’Intelligenza con la formula proposta dai ricercatori Alex Wissner-Gross e Cameron Freer:

 

Intelligenza emotiva, una formula per capire che cos'è e come funziona - Parte prima Intelligenza Emotiva

 

L’Intelligenza è data da una Forza combinante tutte le Possibilità reali che esistono contemporaneamente in un arco temporale e che riguardano tutti gli aspetti della REALTÀ in cui viviamo e cioè del nostro UNIVERSO.

Quindi l’Intelligenza si esplica, si manifesta, quando nel raggiungere un obbiettivo si lascia aperto l’accesso a tutte le Possibilità per modificare o cambiare l’obbiettivo qualora cambiasse il bisogno o l’obbiettivo da raggiungere.

In altre parole, possiamo dire che una persona è “intelligente” quando affronta un problema o un aspetto della vita, lasciando aperte tutte le possibilità di soluzione fino a che non trova quella che giudica ottimale.

Ma se è possibile scrivere una formula per l’intelligenza Analitica – e quindi usarla per sviluppare Intelligenza Artificiale –  è possibile scriverne una anche per l’Intelligenza Emotiva?

Lo scopriremo nella seconda parte…continua a seguirci

 


 

 
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