Rubrica a cura di Pierpaolo Zara

Ikigai

Why not tomorrow?

 

Alfred aprì le tende con un gesto deciso e la stanza da letto fu inondata dalla luce del pallido sole di una mattina di primavera nel Derbyshire.

“Buongiorno Signore” disse “preferisce la colazione a letto o servita nel salone?”

“Afeee…..bfuolo afeeee” bofonchiò il giovane che si dibatteva cercando di emergere contemporaneamente dalle lenzuola e da un ben confuso sogno riguardante ballerine, nani volanti e leoni vegani.

“Si Signore, ho già qui la prima tazza, ovviamente” rispose il maggiordomo porgendo un vassoio d’argento con una tazza di fine porcellana quasi del tutto colma di caffè fumante.

Finalmente il giovane guadagnò l’aria aperta e tornò quasi completamente alla realtà. Prese la tazza ad occhi ancora chiusi, sorbì tre brevi sorsi della bevanda bollente e questo bastò per dargli abbastanza forze da tirarsi su, seduto sul letto con la schiena appoggiata alla morbida testiera di damasco rosso ricamato. Bevve un altro po’ di caffè e poi si rivolse al maggiordomo che attendeva in piedi nuove disposizioni.

“Dai Alfred, dimmi che questo è il giorno in cui mi dirai che sotto la villa c’è una caverna sotterranea che custodisce misteri misteriosi della mia famiglia e che io sono l’erede di una stirpe di magnifici eroi” provocò il giovane con voce assonnata.

“Spiacente Signore” rispose Alfred senza dar cenno di aver colto lo scherzo “ma anche oggi devo deluderla: lei non è Bruce Wayne, proprietario delle Wayne Industries, ricco playboy e alter ego di Batman ma soltanto Albert William Geoffry Henry Gillard Calverton figlio di Lord Andrew Claude Wiston Gillard Calverton, Pari del Regno, membro della camera dei Lord, proprietario e Presidente della Calverton Associates Insurance” ma poi aggiunse sottovoce quasi a confidare un antico segreto “E un giorno tutto questo sarà suo, Signore”.

“Sai cosa vorrei Alfred?” chiese Albert mentre si alzava dal letto per avvicinarsi alla grande finestra e osservare il parco secolare che circondava la villa vittoriana costruita da suo bisnonno.

“No Signore”.

“Vorrei tanto trovare un buon motivo per alzarmi la mattina. E con questo intendo dire TUTTE le mattine”.

“Credevo che sperperare il lauto stipendio che riceve come consigliere di amministrazione per lavorare si e no cinque ore a settimana in automobili straniere, viaggi, party nobiliari e festini popolani fosse un motivo sufficiente per lei, Signore”. E questa volta una puntina di sarcasmo era più che percepibile.

Albert sembrò non notarla – o forse se la meritava quella strigliatina sottintesa, chi lo sa’? –si girò verso Alfred e lo guardo serio.

“Per un po’ è andata bene, non mi lamento certo. Ma guardami: ho 27 anni, una laurea in Economia al Balliol, faccio parte di non so quanti club, circoli sportivi e associazioni benefiche, ho un sacco di soldi che non riesco a spendere e finti amici che non vedono l’ora di aiutarmi a farlo e ogni mattina mi alzo con il pensiero di non sapere cosa fare per arrivare alla fine della giornata”.

“Sembra una cosa seria Signore” constatò Alfred “Se posso permettermi, credo che quello che lei sta cercando sia il suo Ikigai Signore”.

“Il mio iki-che Alfred? Mi sono perso qualcosa?”

“IKIGAI Signore. È Giapponese e significa ‘qualcosa per cui vivere’ o più semplicemente qualcosa per cui valga la pena alzarsi la mattina”.

“E sai anche come si fa a trovare questo IKIGAI? Ti prego non dirmi devo meditare 10 anni nudo in mezzo alla neve sul Monte Fuji per poi scoprire che devo fare l’allevatore di bonsai e avere 8 figli e una moglie grassa”.

“Niente di tutto questo Signore. Il concetto di IKIGAI me lo insegnò durante la Seconda Guerra un soldato giapponese mentre ero prigioniero in Nuova Guinea. In pratica, se riuscisse a scoprire una cosa che le piace, che sa fare bene, che può essere remunerativa e infine che possa contribuire al bene comune, ecco, se riuscisse a trovare qualcosa che soddisfi queste quattro caratteristiche, quello sarebbe il suo IKIGAI Signore.”

“Niente meditazione Alfred? E cosa devo fare, mettere un annuncio sul Thames? O puoi consigliarmi qualche link su Facebook?” Il tono di Albert divenne scostante, segno che il nervo era stato scoperto e toccato.

“In effetti può trovare molte informazioni su Internet Signore, ma se mi posso spingere oltre credo che dovrebbe guardare altrove.”

Lo sguardo di Albert si fece interrogativo. Alfred gli mostrò la finestra con un ampio e aggraziato movimento del braccio.

“La fuori c’è un mondo, Signore” disse Alfred “Un intero mondo da afferrare e mordere, se mi permette l’analogia, e non spiluccare come ha fatto finora. Molta esperienza, un po’ di introspezione   e un certo tempo lontano dalla sua famiglia e da questa casa credo siano necessari per mettersi alla ricerca del suo IKIGAI. E per trovarlo Signore.”

“Mmmmm…Prigioniero in Nuova Guinea? Ma quanti anni hai Alfred?” Chiese Albert che ricordava da sempre un Alfred dall’età indefinita e indefinibile. “IKIGAI. Potrebbe essere sai, Alfred? E quel tuo aguzzino, sai che fine ha fatto? Magari fa davvero l’allevatore di Bonsai.”

“La mia età è irrilevante Signore; e i bonsai si coltivano, non si allevano. Dopo la guerra Daitsuke Nami aprì il primo topless sushi bar di Kioto e oggi ne possiede una catena che ha filiali in tutto il mondo. E credo sia diventato scandalosamente ricco e rimasto libertino impenitente fino alla fine dei suoi giorni.”

“Se questi sono i risultati penso che dovrei applicarmi alla ricerca già dalla prossima settimana, tu che ne dici?”

“Mi permette una domanda Signore?”

“Certo Alfred.”

“Considerato come trascina la sua vita al momento, perché non domani Signore?”

 

IKIGAI: è la parola giapponese per esprimere una vita piena e soddisfacente ed è un concetto molto più profondo e complesso di quello che espresso qui ma è un buono spunto per cambiare e trasformare la nostra esistenza in qualcosa di appagante ed entusiasmante, utile per noi e per gli altri, degna di essere scoperta e vissuta ogni giorno. Senza aspettare oltre domani.

 

E se volete sapere come finisce questa storia, dovrete attendere perché al momento Albert lavora come meccanico in una officina a Liverpool, fa il volontario per la Royal Foundation e passa parecchie serate con gli amici e la sua nuova ragazza al Cavern Pub.

Ma se credete che abbia trovato il suo IKIGAI potreste sbagliarvi: ha ancora il suo posto nel Consiglio di Amministrazione dell’azienda paterna e porta avanti una battaglia per aumentare il benessere dei dipendenti e degli assistiti e più di una volta al Cavern lo si è sentito affermare – dopo la seconda o terza pinta di birra in verità – che se erediterà il seggio in Parlamento potrebbe anche mettersi di buzzo buono per far cambiare qualche legge in favore dei meno fortunati; quindi lasciamo che il giovane faccia esperienze e ci stupisca, magari seguendo la via indicata dal proprio retaggio arricchita da nuove idee e nuovi intenti.

Alfred ha preso un anno sabbatico dalla magione padronale e mi raggiungerà la prossima settimana: passeremo i prossimi sei mesi in giro per l’Australia e Nuova Zelanda e sono sicuro che ci divertiremo moltissimo; quando vuole Alfred sa essere un vero mattacchione. Qualcuno vuole aggregarsi?

Ikigai - qualcosa per cui vivere

 

Ernest Fastshoot

 


Immagine di copertina a cura di Maddalena Sarotto

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