Rubrica a cura di Pierpaolo Zara

DATE A CESARE...

 

“Papà, posso dirti una cosa?”

“Devo ancora finire di correggere due temi, però dimmi Maurizio, ti ascolto”

“Ho un problema a scuola con Cesare….”

“Ah, un problema di Storia. Dunque Gaio Giulio Cesare fu Imperatore di Roma..”

“No papà, aspetta, non quello. È che devo dare a Cesare…”

“Ah, ho capito, non è Storia è Religione. Dunque la famosa frase di Gesù, date a Cesare quel..”

“Papà, ma tu non mi ascolti!”

 

La verità ha bisogno di silenzio, almeno per qualche secondo.

 

“Mmmm si, scusa. Hai Ragione. Dimmi Maurizio”

“Papà, a scuola c’è uno di terza, Cesare Buzzigoni, che ogni giorno prende la merenda a uno di noi, però io non capisco”

“Non capisci cosa, Maurizio”

“Lui dice ‘Dammi quella merenda che è mia’ ma quando ce l’ha se ne va in fondo al giardino, ne mangia due pezzi e poi la butta via. E ha la faccia triste. Io non capisco: se lui ha quello che vuole perché non è contento? Perché devo dargli la mia merenda se poi non sono contento io e non è contento lui?”

 

Sospiro… Lungo…..

 

“Vedi Maurizio, a volte capita che una persona crede di volere una cosa ma poi non è davvero quello che vuole. È un po’ come quando facciamo il regalo di compleanno a zio Nicola: noi gli regaliamo quello che lui ci chiede per tutto l’anno e poi quando scarta il regalo vien fuori che voleva un’altra cosa.”

“E ma allora come si fa a capire cosa uno vuole veramente?”

 

Non c’è niente da fare, certi gesti sono universali e immutati da millenni. La grande mano scompiglia la zazzera di Maurizio mentre Papà sorride e lui cerca di sottrarsi alla benevola tortura.

 

“Me lo hai appena detto tu Mauri. Bisogna ascoltare, Bisogna saper ascoltare. Aspetta un attimo.”

 

Papà fruga qualche minuto nella libreria, gira qualche pagina e porge un libro aperto a Maurizio

 

“Prova a leggere questa pagina, magari ti può dare un’idea di quello che vuole Buzzigoni”

 

Il “Grazie papà” suona scettico. Come può un libro che si intitola – Giulio Cesare: l’Imperatore visto dalla prospettiva dell’uomo – aiutarmi col problema Buzzigoni – merendine?

 

—*—*—*—

 

È una bella giornata e il sole primaverile scalda i visi dei ragazzini che si godono i 20 minuti di ricreazione nel giardino della scuola.

Buzzigoni avanza deciso e intorno a Maurizio si fa il vuoto: oggi tocca lui sacrificare la merenda per placare i 60 chili di Cesare imbronciato.

Cesare si ferma davanti a Maurizio e recita un formale ‘Sgancia la merenda, pulce, che è roba mia’ che suona quasi gentile…e ho detto quasi.

Maurizio non si scompone ma invece di presentare l’obolo richiesto, fra lo sgomento dei compagni, fa un paio di passi e si siede sul muretto del giardino. Apre il sacchetto di carta che teneva in mano, ne tira fuori una invitante focaccia straimbottita di mortadella profumata, la spezza in due e ne porge una metà a Cesare

“Mio padre dice che le pulci vanno sempre in coppia”

Buzzigoni rimane impietrito per qualche secondo: si aprono le scommesse su quante fratture multiple scomposte potrà collezionare l’incauto compagno ma il Buzzigoni si avvicina a Maurizio, prende la mezza focaccia e si siede al suo fianco.

I due mangiano in silenzio per un po’

“A Maurì, ma tu la conosci la barzelletta della signora grassa?”

“No, ma mi hanno detto che fa pisciare”

“Allora, ce sta stà ‘na signora grassa che incontra un panda…” comincia sghignazzando in anticipo il Buzzigoni sfamato.

“Grazie papà” pensa Maurizio più convinto della sera prima “e grazie anche al Gaio Giulio Cesare”

 

 

—*—*—*—

 

 

Come facciamo a capire cosa realmente desiderano le persone? Come facciamo a sapere cosa realmente vogliamo noi?

Ce lo ha detto Maurizio: bisogna ascoltare, bisogna sapersi ascoltare.

L’ascolto autentico dell’altro, quello che possiamo ottenere mettendo da parte noi stessi e ponendoci nella disponibilità di accogliere l’altro per come egli veramente si mostra, senza pretesa o giudizio alcuno, è il primo passo per una corretta e piena e fruttuosa comunicazione con le persone che la vita ci presenta.

Essere pronti ad accettarci per come siamo e ascoltare e comprendere i nostri bisogni è il primo passo per costruire la nostra felicità.

Ascoltiamo, Ascoltiamoci

AscoltAmiamo, AscoltAmiamoci.

 

 

E se siete curiosi di sapere cosa c’era scritto in quella paginetta ………..

 

 

‘……e tu mi domandi Pulcro, perché Cesare non è già in viaggio verso Roma. E ti rispondo che la ragione vera, che io posso vedere perché da anni ormai vivo la stessa vita del nostro Generale e ne scrivo le gesta, non è certo perché egli brami conquistare l’intera Gallia.

La sottomissione dei Galli a me appare come una mera scusa con cui Egli cela il suo vero bisogno. Che è quello di condividere il tempo e le sofferenze delle battaglie e le gioie delle conquiste con i suoi soldati, dei quali cerca l’amicizia e la confidenza.

Tutta la ricchezza e la potenza di Roma, che Egli accresce ogni giorno, non valgono quanto una sola giornata in compagnia di quelli che Cesare chiama ‘amici’ e ‘fratelli’ e io son certo che per godere di queste amicizie cento e mille e più battaglie Cesare combatterà pur di non sentirsi solo e sperduto nella vasta futilità di Roma….”

                                                                                                               Dal “Mirabilis Commentarii de bello Gallico”

 


Immagine di copertina a cura di Maddalena Sarotto

Può interessarti anche...

Ladre di sogni
Lo Spacciatore di Emozioni
Le storie di Ernest Fastshoot

One comment

  1. Germana

    Uomo molto eclettico e filantropo … vorrei poter leggere i suoi libri ma non ho trovato nulla sul web … indicazioni per l’acquisto ?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.