Una testimonianza di Chiara Lenzi


 

Salve, sono Chiara! Cominciamo dalle presentazioni. È buona educazione presentarsi e sembra facile dire il proprio nome. Dirlo davanti a molte persone, dirlo forte e chiaro… Con sicurezza.
Non è facile, non per tutti almeno, non per me. Quando molti occhi ti guardano, aspettano che dici qualcosa e la tua voce invece esce fievole, ti sembra di urlare ma in realtà esce pianissimo e gli altri non ti sentono. Ripeti, pensi di urlare forte e invece…

Mi è successo all’ultimo corso UPE. 21 persone che ti guardavano, pronte ad ascoltarti senza giudizio e la voce che non usciva, la paura di parlare…

La paura compagna di una vita (e non sono più una bambina, anagraficamente almeno), paura di farsi vedere, paura di soffrire, paura di essere abbandonati, paura di non riuscire, paura di essere rifiutati, paura delle relazioni, paura di essere felici…

Tanto per dirne qualcuna. E li quelle 21 persone diverse per età per storie erano pronte ad ascoltare, erano lì anche per me. Per accogliermi.

La paura è un’ottima compagna di viaggio sta lì con te, ti tiene compagnia, ti dà la mano nei momenti difficili dandoti conforto: hai ragione sai, ti è successo quella volta, ti hanno detto questo l’altra volta ancora…  L’ascolti, la senti, ma qualcosa ti dice che mente (magari in buona fede), che è una falsa ancora, che devi lasciarla andare… Insieme a quel senso d’inquietudine, d’insoddisfazione con cui si accompagna.

Non sei più quella bambina ferita, ora sei una donna.

È iniziato così un viaggio bellissimo alla scoperta di sé e dell’essere umano.

La vera scoperta rivoluzionaria è che possiamo vincere le paure, il potere di cambiare è nostro, dentro di noi. Noi siamo i veri padroni della nostra vita non le paure, le ferite, gli altri, i genitori.

Noi stessi.

È una scoperta bellissima e spaventosa, perché non ci sono più alibi a cui ancorarsi.

Quelle 21 persone erano lì a farmi vedere la potenza dell’essere umano e la sua meravigliosa bellezza. Meravigliose opere d’arte. Se loro sono opere d’arte, la sono anch’io… E lo sono le persone che ho vicino… Anche loro avevano paura come me, le stesse paure o paure diverse, non importa: qualcuno le stava combattendo, qualcuno ne aveva già sconfitta una, due o più…

Si può.

Con le mie paure avevo costruito una bellissima corazza, come il bozzolo di un bruco, e non è strano perché ogni ferita, dolore anche piccolo che si prova da piccoli s’iscrive nel nostro corpo come contrattura, postura (Lowen e la bioenergetica docet). Corazza che si sta rompendo, ammorbidendo e credo presto ne uscirà una bellissima farfalla, libera di volare.


unsplash-logoMelissa Chabot

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Chiara Lenzi

Iscritta ai corsi di UPE Università Popolare per l'Evoluzione Umana

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