Juichiro Tanizaki: Libro d’ombra

Selezione a cura di Maddalena Sarotto

“Vorrei fare un esempio molto semplice. Qualche tempo fa, sul Bungei shunjū, ho pubblicato un articolo in cui comparavo la penna stilografica e il pennello da calligrafia. Supponiamo ora che inventori della penna stilografica siano stati un Giapponese o un Cinese dell’antichità; certamente all’estremità della stilografica vi sarebbe oggi un pennello, e non una punta metallica. Probabilmente, scivolerebbe dal serbatoio un inchiostro simile a quello di China, non il liquido blu che scende oggi. E, la carta occidentale mal convenendo al pennello, si produrrebbe industrialmente qualcosa di simile alla carta della nostra tradizione, una sorta di hanshi modificato. O forse, avremmo inventato una carta nuova, adatta tuttavia ai morbidi peli dei pennelli “stilografici”. Se carta, inchiostro, pennello si fossero sviluppati in questa forma originale, chi avrebbe prestato orecchio ai fautori di inchiostro blu, e di punteruoli metallici? I partigiani dei caratteri occidentali non avrebbero trovato seguito, e tutti sarebbero ancora incantati dagli ideogrammi e dai kana. Ma non basta: forse non avremmo scimmiottato sino alla spudoratezza il pensiero occidentale; forse la nostra letteratura avrebbe percorso una strada sua propria, e originale. Cosi un oggetto di modesta apparenza, un mero articolo di cancelleria, può, nell’universo della cultura, ripercuotersi, con i suoi effetti, sin quasi all’infinito.”

 

Junichiro Tanizaki, Libro dell’ombra. Titolo originale: IN. EI RAISAN, 1982 Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas S.p.A, V edizione Tescabili Bompiani dicembre 2007

 

 


 

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