UPE, Vite in cammino

Per scoprire chi eri, chi sei e chi sarai in modo empirico ed esperienziale

 

Intervista a William Giangiordano, Fondatore di UPE

Di Mara Sanna

 

Chi sono stato in un’altra vita?

Perché ho un legame particolare con una persona e non con un’altra?

In chi mi reincarnerò?

Se ti sei fatto almeno una di queste domande una volta nella vita non puoi mancare al seminario Vite in Cammino tenuto da William Giangiordano, Formatore CUI Comunicazione Umana Interattiva e Francesca Ragusa, Direttrice corsi UPE Università popolare Evoluzione Umana.

Quando? Sabato 15 e domenica 16 ottobre ad Asti.
Temi affrontati:

Reincarnazione (parte storica)

Quarta dimensione (esercizi pratici)

Recupero di una vita passata con relativa visualizzazione, riparazione e dono per questa vita.

Se vuoi saperne di più: http://uniupe.it/k-event/vite-cammino.

Qui sotto l’intervista a William Giangiordano per una introduzione al tema.

 

 Come nasce l’idea di questo seminario?

Si sente un gran parlare di temi come reincarnazione e karma, presenti da lungo tempo nelle teorie e dottrine del pensiero filosofico e religioso, più di recente affrontati dalle nuove discipline olistiche ma anche oggetto di studio e ricerca propriamente scientifica condotta da importanti psichiatri e psicoterapeuti internazionali quali Helen Wambach, Brian Weiss, Ian Stevenson e Jim B.Tucker.

In tutti questi ambiti, filosofico, olistico e scientifico si rileva quale comune denominatore l’ipotesi che le vite passate possano influire oggi su quella presente anche in maniera determinante e condizionante.

Abbiamo quindi pensato questa trilogia delle Vite in cammino che, di fatto, comprende le vite passate, la vita presente e le vite future.

Abbiamo voluto fare una trilogia in quanto è verosimile che l’essere, il karma, lo spirito o l’anima si siano reincarnati più volte; vedremo in che modo questo avviene, quale è l’utilità di “riparare” le vite passate perché se ne traggano benefici per la vita presente ma, soprattutto vedremo come oggi, dalla nostra vita presente, possiamo cambiare sia le vite passate che quelle future.

 

L’ ipotesi è quindi che queste vite siano collegate e che ciascuna di esse influisca sulle altre?

Sì, esse sono disposte su quella che possiamo chiamare “traiettoria” della nostra esistenza. Se noi avessimo la compiacenza di vedere sia nella nostra vita che in quelle passate le dinamiche ed i comportamenti adottati, appresi e messi in pratica, potremo sapere con estrema chiarezza verso cosa e verso dove oggi stiamo programmando di andare, sapere quindi come fermarci, sapere come non programmarci, come non vivere altre vite basate sulla ripetizione delle precedenti ed optare invece per una nuova programmazione fondata sul risanamento delle precedenti.

 

Quali risultati positivi possiamo conseguire agendo su questa “traiettoria”?

Attraverso questo cammino che non è il solo ma uno fra tanti altri cammini utili, andiamo innanzitutto verso un innalzamento dello stato di coscienza individuale (e di riflesso collettivo) che ci permette di cambiare traiettoria alla nostra esistenza per dirigerla coscientemente verso una qualsiasi altra desiderata, cioè possiamo entrare in una comprensione maggiore del funzionamento della nostra vita ed avere lucida visione di quella presente e quindi “previsione” per andare verso quella che si desidera, scavalcando molti dei condizionamenti che di fatto ce lo impediscono.

 

Dove si terrà il seminario, chi lo condurrà e come si svolgerà in pratica?

Il seminario si terrà ad Asti in questo weekend e si svolgerà nell’arco di due giornate.

Sarà tenuto da me e da Francesca Ragusa, direttrice corsi UPE, che farà un excursus storico-filosofico su tutti gli orientamenti, i pensieri, le teorizzazioni e le dottrine che parlano della trasmigrazione dell’anima di corpo in corpo. Esporrà inoltre i risultati delle ricerche scientifiche condotte a tale proposito, mentre io sarò la persona che condurrà, semplificherà, faciliterà questo percorso che in pratica si svolgerà attraverso delle persone che avranno piacere e curiosità di vedere le proprie vite passate.

In questo primo appuntamento ci occuperemo principalmente di come ripararle.

La visione della vita precedente si basa su un piccolo esercizio di visualizzazione: la persona sarà guidata da me a fare su di se e sarà lei stessa a vedere la vita che ha vissuto, cosa le è successo, che benefici possa ora trarne, che cosa riparare e via dicendo.

Per avere anche un valido riferimento scientifico effettueremo delle prove empiriche e, precisamente, procederemo in questo modo: senza influenzare in alcun modo la persona che farà l’esercizio di visualizzazione delle proprie vite passate, il sottoscritto scriverà per primo su di un foglio la vita che lei vedrà, (di fatto ne prenderemo solo una, a causa del dispendio energetico che necessita questa prassi); quanto da me scritto nel foglio non sarà rivelato fino alla fine dell’esercizio;  la persona che ha scelto di fare l’esercizio vedrà da se la sua vita precedente attraverso una prassi.

Sovente è capitato in altre esperienze che queste vite, quella descritta da me nel foglio e quella vista da se dalla persona, coincidessero…il che ha reso e rende la cosa estremamente interessante!

Si crea in quel momento un medesimo punto di visione, vissuto ed esperito in una compartecipazione anche emotiva, che fa perdere di consistenza l’idea di casualità e di fatto accidentale, andando invece a generare una concretezza che può irrobustirsi e rafforzarsi poiché tutto è ripetibile, dimostrabile e soprattutto replicabile dalle persone stesse, le quali a loro volta, piano piano, acquisendo competenza lo possono fare su di sé e da sé ripararsi.

È la reiterazione di atti che dà comprova scientifica.

Sempre ed esclusivamente in base alle persone, alla loro volontà e disponibilità,  con riguardo e rispetto per esse e per le cose che accadono nello svolgimento del seminario,  faremo un passaggio ulteriore:  non solo sarò io a scrivere su un foglio ciò che visualizzo della vita precedente di un’altra persona ma lo farà un partecipante per un altro partecipante… io stesso mi metto al di fuori di questa pratica affinché una qualsiasi altra persona possa, attraverso il mezzo pratico (la prassi tecnica) ed il credere che sia possibile (conditio sine qua non), riuscire a vedere la stessa cosa di un’altra fino ad allora sconosciuta e a fare una profonda ed interessante esperienza!

La parte storico-filosofica e quella pratica saranno alternate ed alleggerite da pause pranzo e pause di riposo, perché il lavoro che ci si appresta a fare richiederà molta energia.

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Mara Sanna

Vice Presidente UPE Sardegna

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