Jack London: Il richiamo della foresta

Selezione a cura di Maddalena Sarotto

“C’è un’estasi che caratterizza il culmine della vita e oltre la quale la vita non può innalzarsi. E il paradosso di vivere è tale che questa estasi arriva quando si è sommamente vivi e viene come un totale oblio dell’essere vivi. Questa estasi, questo dimenticarsi di vivere, viene all’artista fuori di sé colto da una vampata di passione; viene durante la battaglia campale al soldato pazzo di guerra quando rifiuta la tregua; e venne a Buck alla testa del branco mentre faceva risuonare il vecchio grido del lupo, teso a inseguire il cibo ancora vivo che fuggiva rapido davanti a lui sotto la luna. Stava scandagliando le profondità della sua natura e di parti della sua natura ancora più profonde di lui, le stesse che risalivano nel grembo del Tempo. Era dominato dal puro impeto della vita, l’ondata di marea dell’essere, la gioia perfetta di ogni singolo muscolo, articolazione e tendine che era tutto tranne che la morte, che era ardente e coraggiosa e che si esprimeva nel movimento, volando esultante sotto le stelle e sulla faccia dell’immobile materia inerte.”

 

Jack London, Il richiamo della foresta, Bâtard, Preparare un fuoco, Giangiacomo Feltrinelli Editore Milano, prima edizione nell’ “Universale Economica” – I CLASSICI, febbraio 2011, settima edizione marzo 2018.

 

 


 

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