Era lui che li teneva uniti

Giancarlo De Cataldo – Romanzo Criminale


Selezione a cura di Maddalena Sarotto

Il Libanese aveva un sorriso obliquo che nessuna pressione riusciva a cancellare. Era algido e tosto. In carcere aveva mandato affanculo un boss della ‘ndrangheta. Aveva carisma. Un capo nato. L’idea del sequestro non poteva che essere stata sua. Fierolocchio e i Buffoni lo guardavano come i bambini al catechismo guardano il Sacro Cuore di Gesù. Era lui che li teneva uniti, il cemento. Il Libanese era una pista morta, investigativamente parlando. Troppo duro. Il Freddo parlava il minimo indispensabile. Non insultava. Non rivelava niente di sé. Non capivi mai cosa stesse realmente pensando. Come certi bambini che hanno sofferto troppo e non hanno mai sviluppato la capacità di esprimerla, questa grande sofferenza. Lui e il Libanese si trattavano da pari. Come se ciascuno dei due cercasse nell’altro quelle qualità che gli mancavano per divenire perfetto.”

Giancarlo De Cataldo, Romanzo criminale, Einaudi Tascabili Stile Libero, Einaudi, 2002

 

 


 

unsplash-logoElena Prieto Landaluce
 
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